Cos’è una Blockchain?

So perchè sei qui. Hai sentito nominare i Bitcoin, o hai letto qualcosa riguardo a una trasformazione imminente della moneta, o del sistema finanziario, causata dalla tecnologia Blockchain.

E ti sei chiesto: cosa diavolo è una Blockchain? 

Andiamo con ordine.

Ho affrontato questa domanda svariate volte nelle ultime settimane, e posso dire con assoluta certezza che la tecnologia Blockchain è un incubo per chi ne deve spiegare il funzionamento.

Perchè? Ecco la definizione ufficiale da Wikipedia Italia:

La blockchain è fatta di blocchi che memorizzano blocchi di transazioni valide recenti correlate da un marcatore temporale (timestamp). Ogni blocco include l’hash del blocco precedente, collegando i blocchi insieme. I blocchi collegati formano una catena, con ogni blocco addizionale che rinforza quelli precedenti.

Niente di più chiaro di “blocchi che memorizzano blocchi”.

Per capire meglio cosa sia una Blockchain, facciamo un passo indietro, e cerchiamo di capire velocemente il contesto in cui si è inserita di forza tramite Bitcoin: il settore finanziario.

Immagina di dover bonificare 1000 Euro su un conto estero, fuori dall’area SEPA perfino. Entri nell’area clienti della banca e ordini un bonifico estero.

E aspetti che l’intermediario, cioè la banca, svolga il suo lavoro, che consiste (semplificando) in una transazione registrata sul suo database centralizzato. In quanto cliente, devi fidarti della banca, in quanto nè hai accesso al suo database, nè tantomeno sei sicuro al 100% che quel bonifico vada a buon fine. Magari il costo del servizio è perfino elevato.

E’ qui che introduciamo la Blockchain.

“We have elected to put our money and faith in a mathematical framework that is free of politics and human error.”
Tyler Winklevoss

Una Blockchain è un database costituito da una serie di blocchi contenenti dati. Prima che sbotti dicendo “Cioè come quello della banca, ma con i blocchi?”, sappi che tale database è decentralizzato.

Torniamo all’esempio del bonifico. Semplificando, in una Blockchain tutti gli utilizzatori del network posseggono una copia del database. Nel momento in cui decidi di inviare 1000 Euro al vostro amico, gli utilizzatori del network verificano la transazione secondo precise regole matematiche, e la aggiungono al loro database.

Fermati un attimo, una domanda si sta formando nella tua testa:

Perchè gli utenti dovrebbero validare le transazioni?

Ottima domanda! Lettore arguto, direi. Nel mondo delle Blockchain, gli utenti che validano le transazioni sono definiti miner, o minatori. I miner sono incentivati a validare le transazioni, e di conseguenza la creazione di nuovi blocchi di dati nella catena. Come? Semplice. Ad ogni blocco creato con successo, i miner coinvolti ottengono un premio ben definito. Il più famoso dei premi è il Bitcoin.
Ma non perdiamo la concentrazione, possiamo parlare di Bitcoin in questo articolo.

I miner validano le transazioni e le raccolgono in blocchi, in cambio di un incentivo monetario, ad esempio i Bitcoin

Nel caso uno degli utenti commetta un errore nella registrazione dei dati, sarà forzato a correggere il proprio database. In caso contrario, non potrà registrare ulteriori blocchi. Questo meccanismo garantisce l’integrità del database e la sincronizzazione dello stesso nel network.

La decentralizzazione e l’incentivazione del network permette di eliminare gli intermediari e aumentare l’efficienza

Così facendo, il vostro amico riceverà 1000 Euro pochi secondi o minuti dopo l’invio. Niente male.

Ma aspetta. E se gli utilizzatori del network se ne approfittassero, e provassero a modificare le copie dei loro database? Cosa gli impedisce di farlo?

Ed ecco la seconda fondamentale proprietà di una Blockchain: l’immutabilità.
Ogni blocco viene aggiunto alla catena con un preciso riferimento al blocco precedente. Questi riferimenti sono chiamati Hash in gergo matematicoe consistono in stringhe alfanumeriche dipendenti dal contenuto del blocco. In caso di manomissione dei dati di un blocco, cambierà di conseguenza il suo Hash, e non coinciderà più con il riferimento scritto sul blocco successivo. L’Hash viene prodotto dai miner e viene comunemente definito Proof of Work, “Prova di Lavorazione”, che appunto attesta la validazione del network.

Esempio pratico: il blocco A contiene il numero 1, e il suo codice Hash (calcolato tramite una precisa funzione matematica) è axf0. Il blocco successivo B contiene il numero 7 e il riferimento al blocco precedente, cioè axf0. Nel momento in cui un infame membro del network provasse a modificare il contenuto del blocco A (portando il valore da 1 a 2), l’Hash cambierebbe a sua volta da axf0 a, esempio, c47n. Ma il blocco B ancora riporta axf0 come riferimento!
L’anomalia viene quindi immediatamente identificata.
Oltretutto, nel caso un Genio del Male volesse modificare l’intera blockchain, dovrebbe ricalcolare tutte le Proof of Work per evitare anomalie… un piano che richiederebbe una potenza di calcolo al momento non disponibile (aspettando l’arrivo dei computer quantistici).

La necessità di validare un blocco con un codice Hash, anche definito “Proof of Work”, rende la Blockchain immutabile e, di conseguenza, immune alla modifica di terze parti

Torniamo quindi al nostro esempio. Tramite blockchain, non solo potrete inviare 1000 Euro dall’altra parte del mondo senza alcun intermediario, ma la transazione sarà confermata nell’arco di qualche minuto e immutabilmente registrata sul database decentralizzato.

Ora sostituite i 1000 Euro con l’equivalente in Bitcoin, e capirete perchè il prezzo di questo asset digitale abbia raggiunto valutazioni incredibili.

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